martedì 13 luglio 2010

Londra




Una settimana a Londra ... troppo poco tempo per fare tutto quello che vorresti!
Andare in giro con due bimbe piccole non è semplice, eppure ce l'abbiamo fatta: abbiamo alternato lo shopping ed una giornata allo zoo, mezz'ora da Harrod's e quasi tre ore da Hamleys, una passeggiata a St. James's Park ed un'occhiatina alle partite dei mondiali nei mega schermi dei pub...


Il Borought Market, questo straordinario mercato sta vivendo un momento di grande ascesa grazie a cuochi come Jamie Oliver e testimonia quanto l'interesse verso il cibo sia cresciuto negli ultimi anni a Londra: straordinari banchi di frutta e verdura, ottime macellerie e pescherie, cibi francesci, italiani... si trova veramente di tutto. Intorno al mercato c'è anche una vastissima scelta di ristoranti, tra i quali il famoso Roast



Nel cuore di Portobello non perdetevi Books for Cooks, circa 8,000 libri, tutti di cucina. Per fortuna non esiste un posto così a Firenze: una libreria (non così grande a dir la verità) con una piccola caffetteria all'interno dove si può mangiare una fetta di torta, ma anche un piatto d'insalata, circondati (letteralmente visto le dimensioni del luogo!) da scaffali di libri tutti in ordine di argomento. La libreria organizza anche diversi corsi di cucina. Io naturlamente ho dato fondo alla carta di credito e solo la paura di dover pagare l'eccedenza bagaglio mi ha fermata.

Sempre a Portobello concedetevi una sosta da The Hummingbird Bakery, per un caffè ed un muffin.Un certo Tarek Malouf nel 2002 ha soggiornato per due mesi in America, North Carolina e si è letteralmente innamorato dei dolci americani. Così nel 2004 ha aperto questo piccolo laboratorio, i suoi cupcakes con i frosting color pastello ed i confettini colorati, i muffins, le torte alla carota sono diventati presto famosissimi ed il loro libro di ricette uscito di recente (comprato anche quello) è diventato un best seller... io ho già provato i muffin alla banana e cannella e sono davvero buoni.

E poi... Jamie Oliver!


Ho visto quasi tutti i programmi televisivi mandati in onda dal Gambero Rosso in questi anni. Inizialmente ero piuttosto perplessa sul suo modo di cucinare, ma anche se le sue ricette mi convincevano poco, ho sempre guardato i suoi programmi attratta dai suoi modi divertenti e accattivanti. Qualcuno in Italia prova già a copiarlo, ma con scarso successo.

Ho iniziato poi a comprare i suoi libri e a sperimentare qualche ricetta, il libro tratto dalla serie "Jamie at home" mi ha definitivamente conquistata, dietro alle ricette, sempre semplici e gustose, era possibile intuire una crescita ed una profonda riflessione intorno al cibo ed a tutto quello che comporta. Un libro fatto con carta riciclata, foto splendide ma non palesemente "costruite", ricette ed ingredienti suddivisi per stagionalità con tanti consigli per la coltivazione degli alimenti.

Insomma c'è modo e modo di parlare di cibo e di essere chef , un percorso iniziato già con la Fifteen Foundation, un progetto in essere tutt'oggi che prevede il "reclutamento" e la formazione di ragazzi giovani con alle spalle un passato difficile o la battaglia iniziata già qualche tempo fa per la qualità del cibo delle mense scolastiche dei bambini inglesi.

In passato queste iniziative sono state viste come un modo semplice e sbrigativo per farsi pubblicità...



Così ho approfittato della mia vacanza a Londra per conoscere un pò il "mondo di Jamie" iniziando dal Fifteen. Il ristorante è disposto su diversi piani. Al piano terra c'è la Trattoria dove viene servita la prima colazione fino alle 11:00 del mattino, così ne abbiamo approfittato per concederci il tipico breakfast inglese. L'ambiente è estremamente curato ma informale, l'atmosfera è fantastica... erano solo le 9,00 ma dalla cucina a vista era tutto un brulicare di cuochi al lavoro, fornitori che consegnavano il cibo, il fiorario che sistemava dietro alle finestre dei vasi enormi pieni di girasoli.


Abbiamo preso caffè (espresso!), succhi di frutta freschi, Pukkola muesli with rolled oats, nuts, seasonal fruit and honey (un delizioso muesli con frutta fresca e frutta secca) ed il piatto con la tipica colazione inglese: salsiccia su una fetta di pane tostato, uova strapazzate alla perfezione, pomodori e funghi grigliati e sanguinaccio... abbiamo mangiato in tre!

Sono rimasta colpita dalla qualità degli ingredienti, dal servizio attento e gentile, ma informale nei modi.


Dopo questa esperienza mi è venuta voglia di provare anche Jamie's Italian, ma era un pò scomodo per noi arrivare a Canary Wharf. Solo due giorni prima di partire ho scoperto dell'apertura del nuovo ristorante a Covent Garden e quindi...
Siamo arrivati alle 13,00 e, dal momento che non è possibile prenotare, c'era da aspettare circa trenta minuti. Ci hanno dato un piccolo telecomandino che avrebbe vibrato non appena il tavolo sarebbe stato pronto, quindi ne ho approfittato per fare una giratina e vedere il posto.
Un piano enorme, tavolini con ripiani di legno incastonati in strutture di metallo, il bancone bar al centro della sala e di fronte il bancone per la preparazione degli antipasti, un ripiano di marmo, affettatrici ed almeno 30 prosciutti appesi insieme a salame, finocchiona e non so quanti altri tipi di salumi italiani e formaggi che vengono affettati al momento, accompagnati con diversi tipi di confettura e disposti su taglieri di legno stretti e lunghi che vengono poi appoggiati simpaticamente sui barattoli di conserva.


Abbiamo ordinato delle olive verdi con una salsa di capperi ed acciughe (buonissima) accompagnate da pane carasau, poi dei raviolini fritti con salsa rossa piccante. Poi tra primi: una carbonara, tagliolini neri con calamari e linguine con gamberi.


Che dire? Ogni piatto era rivisitato e se qualche cosa era già familiare per me come la carbonara con le zucchine, l'idea di aggiungere il finocchio tagliato finemente alle linguine con i gamberi non mi era mai venuta. Quasi tutti i piatti poi vengono completati con erbe fresche.

Decisamente ottimo il rapporto qualità/prezzo.



Abbiamo fatto la conoscenza di Gennaro Contaldo, mentore e socio di Jamie in quest'avventura che prevede l'apertura di altre sedi, una anche a Dubai.


Mentre aspettavamo i primi ha portato prosciutto e grissini alle mie figlie per ingannare l'attesa e ci ha raccontato di questo ristorante aperto da sole due settimane, ma accolto benissimo, del loro tentativo di offrire ad un prezzo accessibile una qualità di cibo alta... la scelta degli ingredienti è molto attenta e le ricette italiane, alcune di Gennaro che ormai vive a Londra da quartanta anni e le altre di Jamie che la nostra cucina la conosce a fondo e che secondo me sa rivisitarla in chiave moderna davvero superbamente.













2 commenti:

marjlet ha detto...

Bellissimo racconto!
Io sono affascinata da Jamie Oliver, soprattutto come persona.
traspare genialità da quel poco che riusciamo a percepire dai suoi programmi.
Ho letto del tuo prossimo viaggio dalle mie parti e ti auguro di passsare un piacevole soggiorno!

afrodita ha detto...

grz 1000 per essere passata da qui...